L’itinerario che vi propongo prevede tre diverse vie ferrate, due delle quali sulla Croda Rossa di Sesto, la prima, non particolarmente impegnativa dal punto di vista tecnico, copre un notevole dislivello in salita, la seconda molto ripida e difficile, da percorrere in discesa, infine la terza via attrezzata, la mitica Strada degli Alpini, che taglia i due versanti est ed ovest della Cima Undici.
Nell’insieme un percorso molto lungo (10 ore ca.) ed estremamente impegnativo che richiede grande preparazione fisica e psichica, ma che vale sicuramente la pena affrontare, nella stagione estiva e in condizioni meteo sicure e stabili, tenendo sempre d’occhio i tempi di percorrenza.
Punto di partenza per l’ascensione alla Croda Rossa sono i magnifici Prati di Croda Rossa (1924 m) che si raggiungono comodamente con la cabinovia che parte dai Bagni di San Giuseppe / Moso, all’inizio della Val Fiscalina (Sesto – BZ) (tenere conto che la cabinovia inizia la prima corsa della mattina alle 8,30).
Imboccato il sentiero contrassegnato con il n. 100 percorro il versante ovest del Coston di Croda Rossa fino ad un canalone roccioso che risalgo con l’aiuto di scale e di funi metalliche.
Continuo in salita per un vallone detritico che conduce ad una stretta forcella (2400 m) con magnifica vista dal Monte Paterno alla Torre di Toblin, dove incrocio il ripido sentiero che risale il versante est con la ferrata del Castelliere, la via percorsa abitualmente dai soldati austriaci prima della occupazione italiana del Passo della Sentinella.
I due itinerari si riuniscono e quindi proseguono sul Circolo nord di Croda Rossa fino ad un terrazzo dove sono i resti delle baracche di legno del villaggio Wurzbach (2675 m), una delle postazioni austriache tra il Coston e la Cima di Croda Rossa.
Il sentiero continua ora sul versante ovest e dopo aver superato un canalino roccioso dove è ancora posizionata una scala di legno residuato del periodo bellico, si apre davanti a me l’ampia vista del Circolo ovest con la cima della Croda Rossa che risalgo superando una serie di costoni rocciosi disseminati di baraccamenti e di postazioni di guerra scavate nella roccia.
Percorro un ripido sentiero detritico e un ultimo tratto erto ed esposto di ferrata prima di giungere infine sulla cresta dell’Osservatorio (2936 m) (3 ore ca.) dove è la croce di legno (non il punto più alto della Croda Rossa, la cima vera e propria, che è a 2965 m).
Dopo una breve sosta per ristorarmi, il programma prevede la discesa al Passo della Sentinella da dove poi proseguirò per la "Strada degli alpini" che corre lungo le pendici di Cima Undici.
Per scendere dalla Croda di Sesto al Passo della Sentinella devo affrontare in discesa la Ferrata Zandonella, ripida e difficile, che ripercorre le vie tracciate dagli alpini per raggiungere le postazioni in quota sulla Croda Rossa dirimpetto a quelle nemiche.
Dalla cima della Croda Rossa scendo attraverso ripidi canaloni lungo la vertiginosa parete sul versante orientale della Croda Rossa fino alla base del costone roccioso in corrispondenza delle cavernette italiane di guerra (2620 m), per poi dover risalire il faticoso sentiero sui ghiaioni del Vallon Popera che conduce al Passo della Sentinella (2717 m) (1 ora 1/2 ca.).
Il Passo della Sentinella, tra la Croda Rossa di Sesto e Cima Undici, fu uno dei punti cardini lungo la linea di confine italo-austriaca, aspramente conteso dai due eserciti.
Il passo fu occupato inizialmente dagli austriaci il 4 luglio 1915, lo stesso giorno in cui Sepp Innerkofler fu ucciso mentre risaliva il Monte Paterno e in cui gli austriaci occuparono la cresta sommitale della Croda Rossa.
Dopo un inverno di preparativi sulle creste di Cima Undici, il 16 aprile 1916 due reparti degli Alpini, l’uno sceso dall’alto della Cima Undici, l’altro risalito dal Vallon Popera, con una imprevedibile azione coordinata di grande valore militare ed alpinistico, riuscirono a cogliere di sorpresa le postazioni austriache, occupando così il passo.
La Strada degli Alpini è un’opera straordinaria, realizzata dai soldati italiani sul versante ovest di Cima Undici e di Cresta Zsigmondy, una vera e propria cengia artificiale tagliata per lunghi tratti nella roccia a forza di braccia che collegava Forcella Giralba a sud a Forcella Undici all’estremità nord.
Dal Passo della Sentinella per raggiungere Forcella Undici si deve seguire il fianco nord-orientale di Cima Undici. Proseguo in discesa, attraversando prima un ponticello e una scala e poi, seguendo le corde fisse, costeggio il versante della montagna fino alla forcella (1 ora ca.).
Questo tratto, che prevede la discesa lungo un’erta parete solcata da ripidi canali, in quanto esposto a nord può essere particolarmente impegnativo in presenza di neve.
Sceso alla Forcella Undici (2600 m) imbocco la Strada degli Alpini vera e propria (segnavia 101) che si snoda lungo il ripido versante occidentale della Cima Undici, con magnifiche vedute sulla Croda dei Toni (da qui si stacca il sentiero che scende verso l’Alpe d’Anderta e la Val Fiscalina - segnavia 124).
Il percorso, che prevede alcuni passaggi arditi, si svolge in uno scenario fantastico lungo la cengia che segue il profilo della montagna con un susseguirsi di panorami incredibili che abbracciano Cima Una, Crode Fiscaline, Tre Cime di Lavaredo fino alla Torre di Toblin e al Rifugio Locatelli.
Entro infine in uno dei tratti più spettacolari e scenografici della via, la Cengia della Salvezza, una serie di passaggi completamente scavati nella parete rocciosa che occorre attraversare con particolare attenzione, fino a giungere di nuovo sul sentiero aperto che conduce nei pressi del lago ghiacciato (2327 m) sotto la forcella Giralba (2431 m), dove ha termine la Strada degli Alpini. (2 ore 1/2 ca.)
Il mio itinerario invece non è ancora terminato, anche se ora procedo senza problemi (ma non senza fatica dato che la stanchezza ora si fa veramente sentire al termine di questa memorabile giornata) seguendo il sentiero 103 che conduce prima al rifugio Zsigmondy - Comici (2224 m), una meta agognata dove posso rinfrancarmi prima dell’ultimo sforzo, la discesa in Val Fiscalina passando per il Rifugio Fondovalle (1548 m) fino al parcheggio del Campo Fiscalino (1454 m), dove ha inizio la strada carrabile (2 ore ca. dal rifugio).
Organizzatevi in modo che qualcuno possa aspettarvi con l’auto in questo punto così da evitarvi l’ultimo terribile tratto, quando ormai le forze saranno al limite, i 2 km fino al parcheggio della cabinovia ai Bagni di San Giuseppe / Moso, dove è parcheggiata l’auto.