La prima tappa dell’Alta Via n. 1 delle Dolomiti è una delle “dolo...mitiche” escursioni da non mancare, tra la Val Pusteria e le montagne cortinesi. Anche se un pò impegnativa per il dislivello da superare e per alcuni passaggi assicurati, può essere affrontata anche con i bambini, purché allenati a camminare in montagna anche su sentieri difficili.
La bellezza del percorso, che si snoda nella splendida cornice del Parco di Fanes - Sénes – Braies, uno dei più estesi parchi naturali delle Dolomiti, vi ripagherà della lunga camminata che ha inizio dalle acque limpide del Lago di Braies, dove si specchiano maestose pareti rocciose apparentemente insuperabili, per poi passare tra il verde intenso dei boschi, avvolti in un’atmosfera magica, fino a risalire la conca pietrosa che conduce al vasto altipiano arido e sassoso dove sorge il rifugio, un luogo di una bellezza selvaggia.
Dall'hotel Lago di Braies (1.489 m) ci si incammina verso destra, lungo il sentiero (segnavia n. 1) che costeggia la riva occidentale del lago (questo percorso è più pianeggiante e largo, mentre l’altro, sulla sponda orientale, è ripido e stretto, con alcune scalinate).
Lungo il percorso rimaniamo ammaliati dalle limpide acque del lago, di un verde turchese intenso, dove si rispecchia la massiccia parete della Croda del Becco, alta più di 1000 metri, dando origine a una miriade di colori cangianti.
All’estremità meridionale del lago si segue il sentiero n. 1 che risale il pendio detritico verdeggiante ai piedi del Monte Alpe di Camoscio, tra i caratteristici baranci (pini mughi) dai rami contorti e le gigantesche conifere secolari talvolta incenerite dai fulmini, che sembrano castelli delle fiabe, affascinanti agli occhi di un bambino.
Il sentiero inizia a farsi ripido e convincere un bambino a camminare così a lungo in salita non è un’impresa del tutto facile: ecco che allora bisogna inventarsi tante fantastiche storie ambientate in questi posti dalla magica atmosfera: protagonisti sono le fate e gli gnomi del bosco che vivevano negli alberi-castello e le marmotte che costruivano le loro tane sottoterra, che in caso di pericolo diventavano rifugi per i piccoli abitanti di quei luoghi.